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Solo su centopercentoitaliano.it il trattato di stabilità europea in italiano.

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Democrazia linguistica, Pagano/Radicali: Solo su centopercentoitaliano.it il trattato di stabilità europea in italiano.

«E' grazie all'Associazione Radicale Esperanto che gl'italiani potranno leggere, nella loro lingua e non solo in inglese, la bozza del "Trattato di stabilità, coordinamento ed amministrazione nell'Unione monetaria ed economica" di cui i giornali parlano da qualche giorno senza permettere agli italiani di saperne alcunché di preciso, giudicando e leggendo nella loro lingua» - ha spiegato Giorgio Pagano, Segretario dell'ERA.
«E' assurdo che le bozze di un Trattato così importante per le sorti dell'Italia e che tutti dovrebbero seguire nelle sue proposte ed evoluzioni, leggere e comprendere per, magari, far sentire la propria voce e contributo, venga diffuso solo in lingua inglese. Da anni denunciamo il collaborazionismo nostrano alla colonizzazione linguistica inglese. L'attacco all'Euro nasce dall'erosione che la nostra moneta stava procurando all'internazionalità del dollaro. Non ci vuole molto a comprendere che attraverso l'inglese si sta imponendo il dominio linguistico angloamericano al mondo così come si è fatto col dollaro. Come Radicali a quest'asservimento ci ribelliamo e, visto che nessun organo di stampa l'ha fatto, diveniamo noi motori di libertà, democrazia e giustizia linguistica pubblicando integralmente su www.centopercentoitaliano.it le bozze di quel Trattato che gl'italiani finora non hanno mai potuto leggere» ha concluso Pagano.

Roma, 26 gennaio 2012


BOZZA    19.01.2012 - 16:00


TRATTATO DI STABILITA’, COORDINAMENTO ED AMMINISTRAZIONE NELL’UNIONE MONETARIA ED ECONOMICA

LE PARTI CONTRAENTI
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Manifestazione per la democrazia linguistica, contro l'occupazione inglese dell'Italia e del mondo

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Aderisci subito compilando il modulo sottoindicato e fai girare questo messaggio! Rimandalo a tutti i tuoi contatti mail e/o facebook prima che l'Italia e l'intera Europa continentale divengano colonia inglese.
Mandaci anche le tue riflessioni scrivendo a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
le leggeremo nella nostra rubrica domenicale "democrazialinguistica.it" su Radio Radicale.

To give millions a knowledge of English is to enslave them.
Dare a milioni di persone la conoscenza dell'inglese equivale a schiavizzarli.

Gandhi 1908

Manifestazione nazionale
Per la democrazia linguistica, contro l'occupazione inglese dell'Italia e del mondo.
Roma, Via di Torre Argentina 76, Sabato 28 maggio 2011, ore 15.

Programma provvisorio:

Ore 15 Assemblea nazionale con intervento di apertura di uno dei massimi esperti al mondo di colonizzazione linguistica, il Prof. Robert Phillipson "L'imperialismo linguistico continua";
Ore 17 partenza del Corteo in fila indiana lungo Largo Arenula e prosecuzione per Viale Trastevere fino al Ministero della Pubblica Istruzione.

Mentre la Gran Bretagna ha abolito dal 2004 l'obbligo dello studio di una qualsiasi lingua straniera:

  • l'anglicizzazione delle università che viene chiamata bugiardamente internazionalizzazione;
  • l'obbligo della certificazione B2 di inglese per insegnare in Italia qualsiasi materia, da educazione fisica a italiano o francese;
  • il CLIL (insegnamento materie non linguistiche in lingua straniera) che ha avuto l'86% di domande per l'inglese contro il 14% di francese, tedesco e spagnolo messe insieme;

    segnalano inequivocabilmente non solo l'accerchiamento finale e l'ineluttabile fine della seconda lingua comunitaria ma, anche, la progressiva marginalizzazione del cemento linguistico del Paese: la lingua italiana.
    La colonizzazione linguistica inglese costa agli italiani oltre 60 miliardi di Euro l'anno e ai Paesi Ue nel loro complesso 350 miliardi di euro l'anno, mentre la Gran Bretagna ne risparmia circa 18 di miliardi annui avendo abolito l'insegnamento della lingua straniera dal 2004. Oggi il genocidio linguistico-culturale è la nuova frontiera nella distruzione dei popoli e, in Europa, costituisce il pieno asservimento al mercato anglo-americano di mezzo miliardo di europei.
    E' importante quindi partecipare alla manifestazione del 28 maggio.

    Qui potrai trovare videoregistrata l'assemblea per salvare la seconda lingua comunitaria fatta nel 2009:
    http://www.esperanto.tv/video/salviamo-la-seconda-lingua-comunitaria-assemblea-nazionale-dellera-2222009

    Tel. 0668.97.97.97 Cell. 3477608756 Fax 0623312033 http://www.facebook.com/eraonlus Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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    Democrazia linguistica e precariato: CGIL e radicali scrivono a Napolitano.

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    LogoFLC-CGILLogo ERA

    Democrazia linguistica e precariato: CGIL e radicali scrivono a Napolitano.

    Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’associazione radicale “Esperanto”

    Nel Decreto ministeriale che regolamenta la selezione del corpo docente - in questo momento al vaglio della Corte dei Conti - si obbliga qualsiasi insegnante, persino di educazione fisica, ad avere una certificazione di livello B2 di lingua inglese ovvero il First Certificate dell’Università di Cambridge, difficile da raggiungere anche per studenti e lavoratori inglesi. Oltretutto, non essendo previsti corsi di formazione gratuiti, si presume che chi voglia accedere alla professione debba pagare di tasca propria costosi corsi privati, inserendo un criterio interessante nella selezione del corpo docente: la differenza di censo, per cui chi ha meno bisogno di lavorare avrà maggiori possibilità di farlo, come il cliente bancario di Benigni che, per ottenere un mutuo, deve dimostrare di non averne bisogno.
    Un principio che viola espressamente gli articoli 3, 4 e 36 della nostra Costituzione, in nome del solito esasperato servilismo linguistico che l’allora Commissario europeo all’Istruzione e al Multilinguismo, Jan Fidel, aveva già criticato nel 2005 e che contraddice i Trattati europei ed il multilinguismo.
    Ciò che è più grave è l’aumento del precariato che conseguirà da questo decreto assurdo, che crea un ostacolo inutile a chi ne ha già abbastanza e, a sentire certi esponenti del governo, scenderebbe in piazza in preda a manie omicide e non per protestare contro chi sembra voler combattere anziché incentivare l’occupazione e il futuro dei giovani.
    Insomma, l’attacco alla democrazia linguistica è sempre più violento e, per questo, insieme al Segretario Generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza della CGIL abbiamo ritenuto necessario rivolgerci al Presidente della Repubblica in quanto, come scriviamo nella lettera, «garante dell’unità e degli interessi economici e politici della nazione italiana, affinché non sia consentita una tale svalutazione a danno del primo, più antico e più radicato dei simboli e degli strumenti del nostro patrimonio unitario: la lingua italiana. Anche in considerazione degli sforzi enormi che sono stati necessari lungo più di un secolo per renderla la lingua di tutti gli italiani e le italiane».


    Roma, 24 dicembre 2010

    ftp:// Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. @ftp.democrazialinguistica.it/www.democrazialinguistica.it/4/eucuore_130.gif

    Sentenza Ticino, Giorgio Pagano: Italiano più tutelato in Svizzera che in Italia e UE

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    Sentenza Ticino, Giorgio Pagano: Italiano più tutelato in Svizzera che in Italia e UE

    “L’italiano è più tutelato in Svizzera che in Italia e nell’Unione Europea”, dichiara il Segretario dell’ERA Giorgio Pagano. 
    “E’ davvero impressionante apprendere come, negli stessi giorni in cui la nostra lingua viene esclusa illiberalmente dai brevetti europei e, grazie alla Gelmini, non potrai insegnare in Italia se non hai il B2 certificato in lingua inglese, in Ticino invece viene accettato il ricorso di un docente italiano che era stato escluso a priori da un concorso per la mancata conoscenza delle altre due lingue nazionali. 
    La clausola dei requisiti linguistici è stata considerata dal Tribunale ‘discriminatoria’: un termine da noi poco usato in materia di lingue, dato che, in occasioni come quella dei brevetti, ci discriminiamo da soli e chiediamo agli altri di parlare solamente in inglese”, commenta Giorgio Pagano.“Vediamo come in Svizzera, dove il trilinguismo è nazionale, si rispetta la democrazia linguistica, mentre in Europa, dove il trilinguismo è imposto, avviene purtroppo il contrario. 
    La sentenza del Ticino dovrebbe farci riflettere sulla nostra politica linguistica a livello nazionale ed europeo”, conclude Pagano.
    Dichiarazione del Segretario dell'associazione radicale "Esperanto".  

    Wikileaks, Giorgio Pagano: “Se non sai l’inglese non potresti fare il cardinale”

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    Foto cardinaliWikileaks, Giorgio Pagano: “Se non sai l’inglese non potresti fare il cardinale”
     “Davvero curioso questo dispaccio: il problema non è che non ci siano americani che non sanno le lingue straniere e, in particolare, le lingue degli ambiti di loro interesse, bensì il fatto che siano gli altri, che magari non hanno alcun interesse a parlare agli americani o in inglese, a non voler sapere la lingua di Sua Maestà”, ha commentato il Segretario dell’Era Giorgio Pagano in merito alle critiche sulle comunicazioni del Vaticano da parte di un diplomatico americano, riportate da Wikileaks.
    “E’ interessante notare come “anglofonizzazione” e “modernizzazione”, per la diplomazia americani, siano sinonimi. Emerge la visione meramente coloniale degli USA dal punto di vista linguistico: le lingue non hanno pari dignità nel rapporto fra due Stati, se uno di questi è il loro, ma è l’altro a doversi adeguare ed imparare la loro lingua”, ha osservato Pagano.
    “Accanto a giudizi sulle difficoltà del Vaticano ad affidarsi alle nuove tecnologie, spuntano critiche sul mancato asservimento alla lingua dominante. La cosa più rilevante, a mio parere, è che per il diplomatico il numero di parlanti inglese o di blackberry utilizzati, nella logica della comunicazione, si situino sul medesimo piano, in un sillogismo imbarazzante:
    1) il blackberry è una piattaforma comunicativa all’avanguardia;
    2) blackberry è una parola inglese;
    3) l’inglese è una piattaforma comunicativa all’avanguardia”.
    Dichiarazione del Segretario dell'associazione radicale "Esperanto".

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