 Xké tvb, l'italiano ai tempi degli Sms La lingua è in crisiVULGATA. Involgarimento nel parlare e nello scrivere: cause e rimediXké tvb, «perché ti voglio bene» nella grafia dei messaggini Dalla Crusca e dai Lincei allarme per la decadenza dello stileLe difficoltà della lingua italiana oggi, l'ignoranza o confusione in relazione al lessico, alla grammatica, alla sintassi della nostra lingua dovute anche a equivoci su quella che dovrebbe essere la funzione della scuola sono sottolineate con preoccupazione da un documento della Crusca e dei Lincei, citato anche da Giorgio Napolitano che, in occasione della consegna dei premi Presidente della Repubblica, ha definito la lingua italiana, parlata e scritta, «fattore essenziale nel processo unitario del Paese».L'anno venturo la celebrazione per i 150 anni dell'Unità, se vorrà specchiarsi anche nella lingua che si parla e si scrive, non darà un'immagine consolante. Ne per l'unità, ne per l'efficacia comunicativa della lingua. Decade anche la ricchezza lessicale, che non è non inutile sfoggio formale, ma consapevolezza della complessità del reale. Addio a precisione sposata a eleganza nelle strutture in cui si articola il discorso.Quando i linguisti muovono critiche alla lingua del loro e nostro tempo, molti forse ritengono che si tratti di lagnanze aristocratiche, di pedanti riserve da non prendere troppo sul serio. A fondamento di tale atteggiamento sta la convinzione che la lingua sia, dopo tutto, una questione di forma, mentre quello che conta è il contenuto. Catone il censore, è vero, consigliava all'oratore: Rem tene, verba sequentur" (sii sicuro del concetto, le parole verranno dopo). Eppure, in principio era il Verbo. La parola si articola insieme con il pensiero. Il pensiero è profondo, preciso, limpido nella misura in cui si cala in parole profonde, precise, limpide. Il linguaggio è la madre, non l'ancella del pensiero, per dirla con Karl Kraus.
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 Appello Crusca: ma il primo a svendere l'italiano in Europa è stato Sabatini.Dichiarazione di Giorgio Pagano, Responsabile di www.centopercentoitaliano.it e Segretario dell'associazione radicale "Esperanto".
Ad un mese esatto dal lancio dell'allarmante Appello per la "lingua italiana, la scuola e lo sviluppo" dell'Accademia della Crusca insieme all'Accademia dei Lincei e dall'ASLI, tutto sembra essere rimasto lettera morta.
E come potrebbe essere altrimenti? Proprio con Sabatini presidente, la Crusca ha accettato senza colpo ferire, l'OPA ostile lanciata dalla lingua inglese fin dal 1961 allo scopo di conquistare il mondo per via linguistica, con la conseguente riduzione delle lingue degli altri popoli a serve dell'inglese superlingua. Se questo è stato l'insegnamento dei professori, cosa si pretende dagli studenti italiani? Cosa si pretende dal Paese? Là dove i primi a cedere la sovranità linguistica del popolo italiano sono stati proprio gli Istituti reposti alla sua difesa! Si vada a vedere il sito della Crusca: prima di "Entra nel sito", in italiano, c'è "Enter site", in inglese!
I Nencioni sono finiti da tempo, quel ch'è sopraggiunto dopo è stato sempre peggio. Bisogna che questi Istituti comprendano che, in tempo di guerra mondiale delle lingue, ai vertici di tali Istituti ci debbano essere non solo bravi accademici ma, soprattutto, persone in grado di difendere gli interessi degli italiani e della loro lingua. Prima che, come ricordava qualche giorno fa Ceronetti sul Corriere, la poderosa macchina da guerra angloamericana travolga tutto e l'intera biodiversità linguistico-culturale europea e mondiale.
Ufficio Stampa ERA Onlus
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 Quell'italiano che ormai non c'è più: allarme nelle scuole da parte della Crusca e dei LinceiA lanciare l'allarme sull'ignoranza imperante dell'italiano all'interno delle scuole è un documento della Crusca e dei Lincei, le due maggiori accademie italiane, che hanno lanciato un appello intitolato "Lingua italiana, scuola, sviluppo", basandosi su un principio solo apparentemente scontato, ovvero il fatto che una padronanza medio-alta della lingua italiana è un bene per il Paese oltre che per il suo sviluppo economico, culturale e sociale. Principio che non deve essere dato per assodato, come nel famoso slogan delle tre "I" da cui un precedente governo Berlusconi era partito per la prospettiva di una scuola rinnovata, ovvero "inglese, internet,impresa", in cui c'era di tutto tranne la "I" del pur fondamentale italiano. L'italiano a scuola è sempre più minacciato, e quello che preoccupa maggiormente è l'atteggiamento di generale superficialità con cui ci si pone rispetto alla nostra lingua: basti pensare ai risultati che emergono dalle classifiche internazionali Ocse-Pisa sulle competenze linguistiche dei giovani, in cui gli italiani sono tristemente agli ultimi posti. Quel che propongono gli accademici quindi è "un deciso rafforzamento dell'italiano nell'insegnamento scolastico", distinguendo ad esempio nelle scuole le ore di lezione dedicate alla lingua da quelle invece preposte alla lettura dei testi. Il paradosso che è stato notato mostra come, paradossalmente, gli studenti Erasmus venuti da noi dopo aver studiato l'italiano all'estero sono più preparati dei nostri su morfologia e strutture sintattiche e perfino sul lessico. Quello che fa notare inoltre Francesco Sabatini, presidente d'onore della Crusca, è un aspetto paradossale che mostra come non ci sia alcun collegamento tra la formazione universitaria e l'immissione di insegnanti nella scuola: si richiederebbe una competenza linguistica e tecnico-didattica specifica, mentre a tutt'oggi se chiedi a cento professori di italiano quanti hanno studiato linguistica o storia della lingua, a risponderti positivamente saranno a mala pena dieci. Sono però gli stessi professori ad opporsi contro la grammatica, loro che forse sarebbero i primi a doverla studiare; quello che dice Sabatini è che c'è un blocco da parte dei docenti, che sostengono che chi sa bene la letteratura può tranquillamente insegnare anche la lingua italiana. Per non aggiungere dei ministeri, che ignorano perfino l'esistenza di una disciplina come la linguistica. Secondo il presidente d'onore della Crusca, insomma, ci vorrebbe una politica che punta all'insegnamento dell'italiano, di utilità non solo per i cittadini ma anche per tutti i professionisti, come docenti di lingua italiana, medici, avvocati , magistrati o ingegneri, e via dicendo. Rossella Lalli FONTE: newnotizie.it http://www.newnotizie.it/2010/01/13/quellitaliano-che-ormai-non-ce-piu-allarme-nelle-scuole-da-parte-della-crusca-e-dei-lincei/
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 Il preside parla solo "English"ma ora viene contestatoNell'ottobre scorso il dirigente ha firmato una circolare in cui spiega che gli incontri in presidenza devono avvenire in lingua inglese per abituare i ragazzi all'uso della lingua straniera. Ora arriva la contestazione MONTECATINI. Arriveranno da Roma domani e da mezzogiorno in poi davanti al cancello del liceo Salutati i rappresentati dell'Era manifesteranno contro il preside Paolo Calusi. Ma niente paura. Non si tratta di una sigla a sfondo terroristico, qui la diatriba si combatte a colpi di lingue straniere. Da una parte ci saranno, agguerriti e determinati a dimostrare il loro disappunto, i membri dell'associazione per la democrazia linguistica, l'associazione radicale esperanto, Era appunto. Si tratta di un'organizzazione internazionale che si occupa di democrazia linguistica, della salvaguardia dell'ecosistema linguistico culturale. Dall'altra l'inconsapevole preside Paolo Calusi "colpevole" di pretendere dai suoi studenti un dialogo in lingua inglese. Per spiegarsi meglio, secondo sue precise direttive da quest'anno un alunno che ha qualsiasi tipo di problema scolastico, o di rapporti con i prof, o una qualsivoglia domanda da porre al preside, si deve rivolgere a lui non in italiano, ma sfoggiando una buona padronanza della lingua inglese. L'idea sembra essere piaciuta ai ragazzi, che d'altra parte frequentano un liceo dove le materie scientifiche la fanno da padrone, i genitori poi dal canto loro non hanno battuto ciglio, anche perché per fortuna l'obbligo di colloquio in english non era diretto a loro. Ma questa iniziativa non è sfuggita a Radio Radicale, che ha anche intervistato il preside Calusi. Così l'a ssociazione nella persona del segretario Giorgio Pagano, non si è fatta attendere organizzando questa manifestazione. Non poteva essere altrimenti, basta leggere alcune dichiarazioni proprio di Pagano sempre tratte dalla pagina del sito Internet: «il dominio linguistico dei popoli anglofobi su tutti gli altri è il maggior elemento distruttivo delle altre lingue del mondo, fonte di discriminazione di tutti coloro che non sono madrelingua inglese». E ancora: «Dopo i Talebani assistiamo alla nascita di una nuova categoria di estremisti, quelli della lingua inglese: gli anglobani». (13 gennaio 2010) FONTE: Il Tirreno http://iltirreno.gelocal.it/dettaglio/il-preside-parla-solo-english-ma-ora-viene-contestato/1827111?edizione=Montecatini
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 Proposta per una scuola autorevole e non omologante Una vera riforma, oltre i grembiuli di Pier Paolo Segneri Che cosa si può fare per riformare la scuola italiana? Innanzitutto, si potrebbe cominciare a innovare secondo metodi e princìpi autenticamente democratici, in cui l'individuo non sia ridotto a cifra e dove gli studenti o i professori non siano considerati secondo i vecchi criteri del pragmatismo astratto, ma con la concretezza del pensiero riformatore e liberale che, appunto, guarda alla forma e alla formazione e non all'apparenza e all'apparire. Entriamo nel merito: la minaccia del 5 in condotta che porta inesorabilmente alla bocciatura è la cosa peggiore che si possa fare contro il bullismo. Perché non è un sistema educativo consapevole, ma insegna ai ragazzi che bisogna usare la minaccia per farsi rispettare e, quindi, porterà gli studenti a riprodurre un tale atteggiamento dispotico e violento nei confronti dei più deboli e dei meno attrezzati a difendersi. Ritengo siano molto validi, invece, i sistemi di recupero che passano attraverso i lavori socialmente utili, il volontariato, i servizi sociali, il lavoro in biblioteca. Ma questo esiste già! Bisogna applicarlo.
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«Più attenzione verso le comunità all'estero»Secondo Roberto Bonanni il governo italiano deve investire in modo concreto: «I benefici saranno reciproci»Di MARIELLA POLICHENIArticolo pubblicato il: 2010-01-08 TORONTO - Sono stati, quelli del console Gianni Bardini e il commiato dell'ambasciatore Gabriele Sardo, messaggi che hanno colpito la comunità italocanadese.C'è chi condivide al 100% le proposte avanzate dal Console Bardini, chi pensa invece che nelle sue lettere aperte non vi sia nulla di nuovo. Tutti comunque leggono tra le righe tanto affetto e la speranza che cultura e tradizioni italiane continuino a ritagliarsi uno spazio nella società canadese. «È difficile dissentire da quanto affermato sia dal Console che dall'allora ambasciatore in Canada - dice Roberto Bonanni, fondatore del Supino Social Club nel 1970 e del Coro di Supino nel 1994 oltre che uno dei funzionari del Costi negli anni sessanta - entrambi sottolineano la frammentazione della nostra comunità nonchè la necessità di rinnovamento con unità d'intenti al fine di poter preservare e diffondere la nostra cultura e la nostra lingua in particolar modo tra le nuove generazioni».È del Console l'invito alla comunità italocanadese ad avere un ruolo attivo, ad essere un ponte tra l'Italia e il Canada al fine di poter rafforzare i legami tra i due Paesi ricavandone dei benefici reciproci. «Opinione condivisibile anche se purtroppo non si nota nessun impegno da parte sua a sollecitare il governo italiano a investire di più per le comunità all'estero - continua con fervore Bonanni - in passato l'ex ambasciatore Sardo ci aveva già avvertito di non aspettarci molto da Roma perché l'Italia sta attraversando un periodo di crisi economica ed istituzionale. Tradotto in parole semplici il discorso è che ci sono tanti problemi per cui dobbiamo arrangiarci da soli a salvare la nostra identità culturale e linguistica in Canada».A difesa e mantenimento della lingua e della cultura italiana, secondo l'italo-canadese, hanno fatto tanto in passato altre componenti della comunità. «Premesso che i sodalizi, a parer mio, per quanto importanti, non rappresentano la comunità intera, trovo ingeneroso non riconoscere quanto molti altri hanno già fatto e continuano a fare per la nostra lingua e cultura nell'ambito della Gta e non solo - continua Roberto Bonanni giunto in Canada nei primi anni cinquanta - personalmente ho visto nascere dapprima il Corriere Canadese, nostro vero portavoce, il Costi e la Camera di commercio italiana negli anni sessanta, la Società Dante Alighieri e la Chin subito dopo, la Faci e il Congresso Nazionale degli italo-canadesi negli anni settanta e man mano ancora l'Istituto Italiano di Cultura, il Columbus Centre, il Centro Scuola, il Comites con il Cgie e le varie federazioni regionali. È grazie a loro che sono state organizzate nel corso degli anni innumerevoli manifestazioni canore, eventi culturali nonchè mostre all'insegna della nostra lingua, cultura e tradizioni».
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 Sommando le medaglie raccolte dagli atleti di ciascun Paese membro dell'Unione Europea alle Olimpiadi di Pechino, l'Europa ha vinto 276 medaglie. Ben oltre il doppio degli Stati Uniti o della Cina, che ne hanno vinte rispettivamente 109 e 100, ma ciò non risulta evidente in nessun modo. E' questa grande realtà nascosta che vorremmo rendere evidente per le prossime Olimpiadi di Londra del 2012, battendoci affinché i Paesi membri dell'Unione Europea possano gareggiare con, in aggiunta alla bandiera nazionale, quella comunitaria. Questo non significa disconoscere l'identità di ciascun Stato europeo, ma valorizzare e rendere evidente, a noi e al mondo, l'appartenenza all'Unione Europea e, insieme, il numero complessivo delle medaglie dello sport europeo che, come abbiamo ricordato, nel caso di Pechino sono state oltre il doppio di quelle degli USA o della Cina. Sostieni il nostro appello! Firma, e fai firmare subito da tutti i tuoi amici e conoscenti, l'apposita petizione sul sito: www.centopercentoeuropeo.eu Segui l'andamento della campagna ascoltando la rubrica "democrazialinguistica.it" che va in onda ogni domenica dalle 19:30 alle 20:00 su Radio Radicale o ascoltala sul sito www.radioradicale.it. Ringraziandoti fin d'ora per tutto quello che potrai fare, un caro saluto, Giorgio Pagano, Segretario dell'associazione radicale "Esperanto" ______________________________________________________________________________________________ info@democrazialinguistica.it www.centopercentoeuropeo.eu www.centopercentoitaliano.it www.democrazialinguistica.it
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 E' IL RETTORE PROFUMO IL VINCITORE DELL'ANTIPREMIO "ITALIANO ZERBINO DELLA LINGUA INGLESE"
Si è svolta con successo a Roma, presso la Sala Conferenze delle Camera dei Deputati, la prima edizione dell'antiPremio "Italiano Zerbino della Lingua Inglese", organizzata dal Dipartimento Centopercentoitaliano dell'Associazione Radicale Esperanto. A sbaragliare tutti i conc orrenti è stato il Rettore del Politecnico di Torino, Prof. Francesco Profumo, responsabile di aver discriminato gli studenti italiani che vogliono studiare nella propria lingua madre. Il Politecnico, infatti, non solo ha soppresso diverse lauree in lingua italiana sostituendole completamente con degli equivalenti in inglese, ma ha anche adottato una politica di sistematico disincentivo all'apprendimento nella nostra lingua nazionale abolendo le tasse universitarie solo per i corsi in lingua inglese. I giurati, esponenti di spicco del panorama artistico e culturale italiano, hanno classificato al secondo e terzo posto rispettivamente il Professor Finazzi Agrò, già Rettore responsabile della nascita presso l'Università di Tor Vergata di un corso di Laurea in Farmacia interamente in inglese; e la Regione Piemonte, nelle persone di Mercedes Bresso e Andrea Bairati, che ha violato il principio europeo del multilinguismo imponendo l'inglese come unica lingua ammessa per la presentazione di domande di finanziamento in progetti di ricerca in ambito umanistico di portata, tra l'altro, prevalentemente locale. Lo Zerbino tricolore spetta dunque all'inarrivabile rettore Profumo: come nel suo splendido intervento anche Mariella Nava ha dichiarato, il suo è il caso più aberrante visto che addirittura tassa chi vuole vedersi garantito il diritto di studiare nella lingua della Repubblica e detassa chi si adegua a studiare la lingua della Regina.
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 La Dante Alighieri e Centopercentoitaliano.it a confronto
Comunicato del 21-05-2009
 Chiuso con successo il sipario dell'Antipremio "Italiano Zerbino della Lingua Inglese 2009" promosso dal dipartimento Centopercentoitaliano.it dell'Associazione Radicale Esperanto, dietro le quinte resta un terreno fertile su cui riflettere.
Un invito, offerto dai numerosi partecipanti intervenuti nella manifestazione, ad affrontare con consapevolezza le questioni del multilinguismo e della tutela del patrimonio identitario autoctono nel momento in cui la globalizzazione e la modernizzazione vogliono obbligarci a parlare solo inglese e l'Europa si è allargata a 27 membri.
Proprio questa è stata la richiesta finale di Paolo Conti, intervenuto in rappresentanza di Alessandro Masi, Segretario Generale della Società Dante Alighieri, organismo preposto, da oltre un secolo, alla difesa della lingua italiana in ambito nazionale e transnazionale.
Conti ha ribadito la posizione ferma della Società Dante Alighieri nel condurre battaglie, da lui definite vere e proprie "crociate", per tutelare la lingua italiana da ogni forma di discriminazione; risultato che, secondo lui, potrebbe essere raggiunto attraverso una politica europea di multilinguismo, garanzia della parità ed uguaglianza delle lingue nella comunicazione internazionale.
Immediata la replica del Segretario dell'Associazione Radicale Esperanto Giorgio Pagano a sottolineare che la soluzione del multilinguismo, "tomba delle altre lingue", è destinata ad essere fallimentare e a "promuovere la monolingua, ossia l'inglese", perché è inevitabile che se si offre la libertà di scegliere la lingua da utilizzare "tutti sceglieranno la lingua che da maggiori opportunità", come dimostra l'istituzione di interi corsi di laurea nella lingua della Regina in Italia.
In un'ottica di successo a lungo termine, la strategia alternativa, di cui l'ERA si fa promotore e portavoce, potrebbe tradursi nella costruzione degli Stati Uniti d'Europa sulle fondamenta di una politica linguistica federale. L'unica in grado di garantire una comunicazione internazionale effettivamente democratica, l'equità dei trasferimenti di risorse materiali e simboliche tra Paesi salvaguardando, al tempo stesso, l'ecosistema linguistico-culturale dalla colonizzazione anglofona. Il tutto, senza declassare ulteriormente la lingua del Belpaese.
Su questo punto, il Segretario dell'ERA Giorgio Pagano confida in una pronta occasione di confronto con la Società Dante Alighieri.
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TI PRENOTIAMO NOI! Inviaci il tuo nome e cognome e/o quello dei tuoi amici provvederemo noi ad accreditarvi presso i Servizi di sicurezza della Camera dei Deputati. Attenzione i posti disponibili sono solo 220! Anti Premio ITALIANO ZERBINO DELLA LINGUA INGLESE organizzato da: Dipartimento Centopercentoitaliano.it e Democrazialinguistica.it, trasmissione di Radio Radicale dell'E.R.A., Associazione Radicale Esperanto per la Democrazia Linguistica. ROMA, 13 MAGGIO 2009 ore 15-20 Camera dei Deputati, Sala delle Conferenze, Via del Pozzetto, 158 Giuria: Giovanni Agresti linguista, Massimo Arcangeli linguista e critico letterario, Eugenio Bennato cantante, Mihai Mircea Butcovan scrittore, Michele Gazzola assistente di ricerca di economia linguistica, Claudio Giovanardi docente di italianistica, Alessandro Masi segretario generale della Dante Alighieri, Mariella Nava cantante, Nicola Siciliani de Cumis docente di pedagogia, Filippo Soldi regista, Corrado Veneziano regista, Iva Zanicchi cantante. Presidente dell'antiPremio Giorgio Pagano PROGRAMMA ore 15 Benvenuto Presentazione Premio Italiano Zerbino della Lingua Inglese - prima edizione 2009 Motivazioni generali dell'iniziativa Presentazione Giuria e saluto ospiti Proiezione video del regista Filippo Soldi IN TRAM con Piera degli Esposti, Gigio Alberti e Carlo Giuseppe Gabardini Intervento di Giorgio Pagano, Segretario Associazione Radicale Esperanto ore 16 Musica Italiana: conversazione con i cantanti della Giuria sulla produzione musicale e sul mercato radiofonico in Italia. Intervento Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù, sul progetto incentivi musica italiana nelle radio ore 16.30 Presentazione Progetti sulla difesa della biodiversità linguistica dell'ERA ore 17 Federalismo Linguistico per gli Stati Uniti d'Europa e la salvaguardia delle lingue. Introduzione di Giorgio Pagano L'insegnamento delle lingue straniere come politica pubblica. Intervento critico di Michele Gazzola - Assistente di Ricerca presso l'École de traduction et d'interprétation (ETI) - Université de Genève esperto di Economia Linguistica Doktoro Esperanto di e con Mario Migliucci, spettacolo in forma di monologo diretto dal regista Giancarlo Fares, della compagnia CinqueAnelliTeatro ore 18 Insediamento della Giuria Lettura Candidature e Motivazioni Riunione e votazione a scrutinio segreto dei membri della Giuria
ore 18.30 Coro Multietnico di bambini Se...sta voce diretto da Attilio Di Sanza e Susanna Serpe ore 19 Lettura risultati dell'antipremiazione e proclamazione dell'Italiano zerbino della lingua inglese 2009. Saluto finale del Segretario dell'Era Giorgio Pagano Contatti: info@democrazialinguistica.it Tel. 0668979301/8 Fax 0623312033 http://www.democrazialinguistica.it/ 97104360587 è il Codice fiscale dell'ERA per devolvere il 5x1000 utilmente.
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